Si è svolto lo scorso 16 Febbraio il sesto incontro di “CIVES – Laboratorio di Formazione al Bene Comune”, come di consueto presso il Centro di Cultura “Raffaele Calabria”: un incontro che ha guardato al futuro, a quello delle nostre città, e di conseguenza a quello dei suoi abitanti, che ha visto protagonista il prof. Romano Fistola (Docente di Tecnica e Pianificazione urbanistica presso l’ Università del Sannio).
La lezione è stata introdotta da Ettore Rossi (direttore dell’Ufficio per i Problemi Sociali e il Lavoro della Diocesi di Benevento), con una riflessione sull’idea di una città a misura del cittadino. “Gli urbanisti e i pianificatori – ha spiegato Rossi – si pongono l’obiettivo di costruire una città intelligente. Noi aggiungiamo che sia anche accogliente per i bambini, le famiglie, gli anziani e i disabili”.
Il prof. Fistola ha presentato inizialmente i possibili assetti di una città futura, connessi ad alcuni elementi peculiari e ben precisi, che potrebbero rendere una città “culturale”, “sociale” e “tecnologica”: «Ognuna è riconducibile a processi di evoluzione, a spirale, in alcune fasi dei quali si torna indietro. Ad esempio a livello sociale ci sono progressi, ma anche processi di ritorno. L’ unico processo non involutivo è quello tecnologico, che procede quasi sempre in modo lineare ».
Grazie anche all’ausilio di dati e immagini, l’aspetto della città che ne emerge è quello di una città nella quale interagiscono questi processi, dove l’ elemento centrale di ogni processo urbano resta sempre l’uomo.
« Se riuscissimo ad avere insieme – ha proseguito il relatore – il sistema urbano con il capitale sociale, la città del futuro andrebbe verso l’integrazione e la socialità ».
L’ incontro ha offerto successivamente occasioni di riflessione su quello che potrebbe essere il nostro futuro di cittadini e uomini, alla luce dei due grandi temi che dovremmo cominciare a considerare del tutto prioritari per un possibile sviluppo che renda le nostre città pienamente vivibili: la sostenibilità e l’innovazione. «L’uomo non sempre si comporta in maniera armonica con il suo ambiente circostante e se non c’è continuità armonica si va incontro a delle discrasie. Fino a qualche tempo fa l’uomo era perfettamente al centro di questi cicli armonici, ora sta esercitando una pressione troppo elevata, ed evolvendo produce entropia, come nel caso dell’ incremento di produzione di anidride carbonica: l’uomo è l’unico essere che tende a distruggere il suo habitat, rispetto alla massa vitale presente sulla Terra ». In questo senso il problema vero è l’etica dell’uomo.
Non è certamente rassicurante quello che saremo costretti a vivere da uomini se non prenderemo maggiormente consapevolezza dell’ emergenza nella quale verte il nostro ambiente, e nella quale siamo chiamati ad intervenire da subito.
Quello che serve, dunque, per risollevare le sorti del pianeta e nello specifico delle nostre città è un nuovo approccio, che inizi a parlare di “eco-urbanistica”: « Bisogna recuperare il Capitale Sociale, inteso come tutto ciò che rende il cittadino consapevole di essere parte del tessuto urbano. Dobbiamo andare dal senso cinico al senso civico. Uno degli elementi fondanti per recuperarlo è lo sviluppo di sistemi legati alla comunicazione e all’ informazione ».
Diviene quindi l’innovazione l’altro elemento che può offrire una possibile strategia verso una vivibilità migliore: « Le nuove tecnologie agiscono sul sistema urbano e producono virtualizzazione funzionale, grazie alla quale molte attività si spostano dalla città reale a quella virtuale, alla rete. Persino le funzioni dette impermeabili, ad esempio lo sport, sono soggette all’ intervento della tecnologia. Ma tutte possono recuperare dello spazio reale, e così facendo è possibile scaricare l’intensità d’uso ».
Esistono, quindi, delle possibilità di intervento ma se l’uomo non prende coscienza del tutto, di essere il principale agente dello sviluppo, le nostre città andranno inevitabilmente verso un futuro preoccupante.
E ritorna alla mente l’immagine della cosiddetta sindrome del Titanic, evocata dal prof. Fistola durante la lezione, dove l’orchestra continua imperterrita a suonare mentre la nave sta rovinosamente affondando.
Un evento storico senza precedenti che, per la prima volta, porterà fuori dalla Città del Vaticano 100 originali e preziosi documenticostituiti da codici, pergamene, filze, registri e manoscritti. Documenti che coprono un arco temporale che va dall’VIII secolo d.C. al XX secolo e scelti fra i tesori che l’Archivio Segreto Vaticano da secoli conserva e protegge.
Finalmente dal 29 febbraio si potranno ammirare nella mostra “Lux in arcana – L’Archivio Segreto Vaticano si rivela” ospitata ai Musei Capitolinidi Roma.
Il titolo “Lux in arcana” comunica il principale obiettivo dell’esposizione: la luce che filtra nei recessi dell’Archivio (lux in arcana) illumina una realtà preclusa a una conoscenza superficiale, ma fruibile solo attraverso il contatto diretto e concreto con le fonti dell’Archivio, che apre le porte alla scoperta della storia, a volte inedita, raccontata nei documenti. Documenti di straordinaria valenza storica quali gli atti del processo a Galileo Galilei; alcuni documenti del “periodo chiuso” relativi alla Seconda Guerra Mondiale; la Bolla di scomunica di Martin Lutero; la Bolla Inter cetera di Alessandro VI sulla scoperta del nuovo mondo; due famosi documenti sui Templari: il processo contro l’Ordine in Francia del 1309-11 e la pergamena di Chinon del 1308; la Lettera di Maria Stuart a Papa Sisto V, scritta quando apprese la notizia della condanna a morte e la lettera autografa di Michelangelo a monsignor Cristoforo Spiriti, vescovo di Cesena e futuro patriarca di Gerusalemme.
I singoli documenti esposti saranno accompagnati da approfondimenti multimediali – proiezioni, grafica dinamica, video su schermi ultrapiatti – per aiutare il visitatore ad inquadrare il documento nel contesto storico di riferimento, ad approfondire le storie dei personaggi e a creare collegamenti fra diversi piani di lettura. Inoltre, attraverso i più conosciuti social network, è possibile seguire le attività collaterali alla mostra e sul sito www.luxinarcana.org, settimana dopo settimana, si potranno scoprire curiosità sui singoli documenti che sono già stati annunciati e piccoli approfondimenti sui personaggi coinvolti.
Sul sito e su You Tube è disponibile un video trailer di presentazione della mostra.
info: www.luxinarcana.org; www.museicapitolini.org; www.060608.it; tel. +39 060608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00).
Fonte: Quotidiano Arte
Giovedì 23 febbraio alle ore 17.00 presso il Centro di Cultura “R. Calabria”, in P.zza Orsini 33, si terrà la settima lezione del “Laboratorio di formazione al bene comune – CIVES”, con l’atteso intervento del Prof. Pietro Ichino – Ordinario di Diritto del Lavoro all’Università Statale di Milano – che affronterà il tema: Le politiche per il lavoro.
L’appuntamento consentirà di fare il punto sulle principali questioni al centro del dibattito nazionale nella delicata materia della riforma del mercato del lavoro. Il Prof. Ichino presenterà, inoltre, il suo ultimo libro Inchiesta sul lavoro. Perché non dobbiamo avere paura di una grande riforma.

